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E voi cosa stavate facendo mentre Trump dichiarava guerra al mondo e faceva un regalo a putin?

Alle 22.00 del 2 Aprile 2025, nel momento in cui Trump sfoderava le sue tavole della legge piene di numeri a casaccio in diretta tv, ero comodo comodo sul divano a guardare un film, Suicide Squad. Mai titolo fu più azzeccato, ma giuro di non averlo fatto apposta. E voi?
Ok, forse non sarà come quando ricordiamo in cosa ci stavamo affaccendando l’11 Settembre o il 24 Febbraio, ma la data di ieri è un altro crocevia della storia, quello in cui il Presidente USA ha stracciato 80 anni di stretta cooperazione con i suoi storici alleati. A suo modo anche il 2 Aprile sarà ricordata come una data storica. I problemi però arrivano adesso e per tutti, perchè un terremoto finanziario in questi tempi già di per sè nebulosi era l’ultima cosa che ci serviva. I dazi imposti da Trump inoltre sono un bel regalo proprio per putin.

Il regalo a putin

Mentre stiamo ancora aspettando le sanzioni americane devastanti alla russia per non aver accettato il cessate il fuoco, Trump ha deciso di porgere un gentile omaggio all’altro criminale, quello del cremlino. Scatenare una guerra economica di questa entità contro l’Europa e contro i maggiori alleati dell’Ucraina durante il difficile percorso di ricompattamento e di costruzione di un percorso di riarmo e deterrenza era ciò di cui putin aveva proprio bisogno. Trump è riuscito nell’intento di congelare tutti i processi dei vari alleati di Kyiv che ora dovranno giocoforza disperdere attenzione e risorse verso un piano di risposta a questa emergenza. Se il PIL europeo decresce, anche la quota da destinarsi al riarmo sarà minore, se le borse europee crollano, i danni sotto questo punto di vista saranno irreparabili. Nel kit di sopravvivenza non mettete solo un coltellino svizzero e dell’acqua, ma dotatevi anche di un elmetto bello resistente, perchè saranno guai.

E’ chiaro come il sole che aprire una frattura così profonda con quelli che fino a ieri erano stretti alleati è un passo da cui non si torna indietro. Non siamo ancora a livello dell’ambasciatore con sciabola e mostrine che consegna al ministro degli esteri la dichiarazione di guerra, ma poco ci manca.
Lo diciamo da molto prima della sua rielezione che Trump sarebbe stato un pericolo per tutti (tranne che per la russia), anche per gli americani stessi. Eccovi serviti.

Trump = putin

Non entrerò nel merito di quei numeri strampalati esposti dal Presidente USA ieri, non sono uno psichiatra e quindi non ho le competenze necessarie, ma una cosa posso dirla. La nostra ricchezza comune è la condivisione delle nostre risorse, è la facilitazione al libero mercato e agli scambi commerciali. Nonchè una stretta collaborazione in termini di difesa e intelligence con chi ha i nostri stessi obbiettivi. Ma cosa vuoi condividere ora con chi ti disprezza apertamente, con chi ti impone nuove tariffe commerciali e ti considera un subumano? Cosa vuoi negoziare con Trump e la sua amministrazione, quelli dei segreti militari diffusi su Signal tra una sghignazzata e decine di smiles da preadolescenti?

Lo spettacolo di ieri, indegno, mi ha ricordato la sceneggiata dei 5 Stelle di casa nostra quando festanti su di un balcone annunciavano all’Italia di aver “sconfitto la povertà”. Sappiamo come finì con i 5 Stelle, la povertà è ancora qui, ma con i MAGA sarà un po’ più dura. Trump infatti è putin solo con ideali un po’ diversi e come il dittatore di mosca (come tutti i dittatori anzi) non tornerà indietro su questa scelta, ma alzerà sempre più il tiro.
La comunicazione di Trump è ormai pienamente allineata a quella autoritaria di putin, quella dell’uomo forte e infallibile aggredito da un mondo globalizzato che prova in tutti i modi a, scusate il termine, fotterlo. Ieri la russia accerchiata dalla NATO e dall’occidente degenerato e drogato, oggi gli USA aggrediti dal mondo intero che ne depreda le ricchezze.
Questo è il genere di comunicazione che piace tanto alla gente che nella vita, vuoi per cause sue, vuoi per ingerenze altrui, non ce l’ha fatta. Per ora Trump è solo un putin che non ce l’ha (ancora) fatta.

Questa mossa di Trump più che strategia per “fare l’America di nuovo grande” ricorda più l’imposizione dei dazi sul grano che Mussolini introdusse nel 1926 condannando l’Italia ad una decrescita industriale e ad un ritorno all’agricoltura spiccia buona solo per sfamare qualche poveretto. Poi i poveretti non si sfamarono lo stesso e il risultato seguente fu l’ingresso in un regime di autarchia. Che almeno Trump ci risparmi la mietitura del grano a petto nudo. Almeno questo.

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